il nuovo romanzo di Vincenzo Soddu sabato 14 aprile a Dolianova per Street Books

logo-sb18Lo scrittore sarà alle 19 alla Biblioteca Comunale con Invisibili il suo nuovo romanzo ambientato nel mondo della scuola

Sabato 14 aprile alle 19 alla Biblioteca Comunale di Dolianova in piazza Brigata Sassari, Invisibili (Arkadia), di e con  Vincenzo Soddu. Interviene Giuseppe Pusceddu. Letture di Dario Cosseddu.

 

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INVISIBILI  – Alessandro è un insegnante cinquantenne in piena crisi di identità, alle prese con un matrimonio fallito e la recente scomparsa del padre. A questo si aggiunge il trasferimento dal tranquillo e rassicurante corso serale, a una classe di pestiferi e indolenti quindicenni di un istituto professionale. Gli standard lavorativi fatti di brevi lezioni, veloci valutazioni e una diffusa indifferenza per gli studenti, vengono meno quando Alessandro realizza che nella sua classe sono presenti alcuni casi di evidente disagio sociale. Lo scontro con una realtà che non aveva considerato, le difficoltà dei suoi giovani studenti contribuiranno a scuoterlo dal torpore che lo annichilisce. In una cavalcata di lezioni alternative di italiano, storia e geografia, Alessandro riuscirà a ritrovarsi, e scoprirà che per farlo occorre prima perdersi al largo delle difficoltà proprie e di quelle altrui.

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Vincenzo Soddu – vive e lavora a Cagliari come insegnante in un Liceo, contemporaneamente si dedica a ciò che ama di più: scrivere. Nel 2011 ha pubblicato il saggio “Una pergamena in sardo e latino”, in “Templari, crociate, giudicati e ordini monastico-cavallereschi nella Sardegna medioevale”, a cura di Massimo Rassu (Arkadia Editore). Nel 2013 esordisce nella narrativa con “La neve a Gaza” (Caracò), sui temi della guerra e dell’integrazione. Nel 2015, per Cuec, ha curato “Un’isola da bere”, sesto numero della Rivista “Mieleamaro”. Dal 2012 gestisce il blog libriedintorniblog.

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Al via la sesta edizione di BUON COMPLEANNO FABER  – non una cover, non un omaggio e nemmeno un ricordo

TESTATA

15 giornate di musica, letteratura, cinema, arte e impegno civile a Cagliari e Monserrato con 50 appuntamenti e 120 ospiti tra i quali Francesco Forgione, Syusy Blady, Domenico Lucano, Milena Agus, Maddalena Gretel Cammelli, Piero Pacione, Cinzia Ghigliano, Luigi Lai, Michele Gazich.

La sesta edizione del festival Buon Compleanno Faber – non una cover, non un omaggio e nemmeno un ricordo è stata lunedì 5 febbraio alle 11 presso la sede dell’Associazione Culturale onlus Itzokor, in via Pietro Martini 23 a Cagliari.

Buon Compleanno Faber – non una cover, non un omaggio e nemmeno un ricordo sarà in cartellone dal 10 al 25 febbraio a Cagliari e Monserrato.

Con la direzione artistica di Gerardo Ferrara il festival è dedicato quest’anno alla regista Cristina Mura.

Un percorso nei solchi di Fabrizio De Andrè non per “rimasterizzare” la sua opera, tantomeno per “totemizzare” la sua figura, ma per riseminare la sua poetica, la sua visione sociale del mondo e la ricchezza delle sue considerazioni che emergono nitide e forti attraverso i linguaggi contemporanei di musica, letteratura, cinema, arte e impegno civile. E la Fondazione De Andrè ha accordato il prestigioso patrocinio anche a questa edizione di Buon Compleanno Faber

Ecco alcuni numeri che cominciano a raccontare questa edizione: 15 giornate tra Cagliari e Monserrato con 50 appuntamenti e 120 ospiti; una programmazione fitta e ricchissima, simbolicamente a cavallo del compleanno di Fabrizio De Andrè, che l’avrebbe festeggiato il 18 febbraio. Dal 12 al 22 febbraio, la Casa della Cultura di Monserrato, come sempre, diventa la casa di Fabrizio.

Tra i nomi di questa edizione ci sono noti scrittori, artisti, attori, musicisti , registi, ma anche uomini e donne che con il loro lavoro, quotidianamente, coniugano l’arte con l’impegno civile.

Come sempre è la musica a legare i temi e i progetti del Festival con il ritorno sul palco di molti degli storici amici di Buon Compleanno Faber e l’arrivo di tanti nuovi nuovi ospiti tra cui spiccano: il maestro Luigi Lai con le sue launeddas, il cantautore Piero Pacione (che onorerà la recentissima scomparsa di Antonio Infantino, leader storico dei Tarantolati di Tricarico) e il violinista Michele Gazich.

La sezione letteraria del festival è curata quest’anno da Street Books, il dinamico festival del Parteolla che ha sviluppato i temi in campo per questa edizione con libri e autori di grande spessore e richiamo: la musica popolare innanzitutto, con il romanzo Il paese dei cento violini (Piemme), tratto da una storia vera e scritto della poliedrica Syusy Blady e gli importanti testi sui Mutetus cagliaritani (di Paolo Zedda e Gianni Stocchino) e Non potho reposare dell’etnomusicologo Marco Lutzu; la lotta alla mafia con I tragediatori (Rubbettino) il racconto, lucidissimo e disincantato, della fine dell’antimafia dalla voce di uno dei protagonisti, il sociologo e politico (presidente della commissione parlamentare antimafia nella XV legislatura) Francesco Forgione. Con Fascisti del terzo millennio la studiosa Maddalena Gretel Cammelli ci porta a esplorare l’inquietante universo del fenomeno Casa Pound. Cinzia Ghigliano, fumettista (su Linus i suoi primi lavori del 1986) e artista di assoluto valore presenta LEI, Vivian Maier (Orecchioacerbo) un gioiello che le è valso il prestigioso Premio Andersen 2016 come “Miglior Libro fatto ad arte”. E poi Milena Agus che con il suo nuovo romanzo Terre promesse (Nottetempo) racconta dell’illusione – delusione della vita di ciascuno di noi.

Di grande interesse gli appuntamenti della sezione cinema, curata con l’autorevole collaborazione della FICC (Federazione Italiana Circoli del Cinema): è fissata per martedì 13 la proiezione il documentario Padiglione 25 alla presenza del regista romano Massimiliano Carboni, che racconta la straordinaria esperienza di un gruppo di infermieri dell’istituto manicomiale Santa Maria della Pietà di Roma, che, influenzato dalle nuove idee di Franco Basaglia, decide di autogestire uno dei padiglioni del manicomio; Coffee, Sugar and Cigarettes” è un cortometraggio realizzato nella casa circondariale di Padova in programma giovedì 15; sabato 17 sarà la volta di San Lupo e la Rivoluzione che non fu di Fabiana Antonioli, documentario che racconta una rivoluzione mai avvenuta, dimenticata dalla storiografia ufficiale: la storia della Banda del Matese (alla presenza della regista e dello storico Bruno Tomasiello).

La proiezione del corto “Marrania, il Rap che unisce la Sardegna”, una produzione Artisti Fuori Posto e l’incontro con il regista Alessandro Pani, è invece fissata per la sera di sabato 24 nello Spazio Kairòs. E proprio nell’accogliente spazio di via Martini a Cagliari, da venerdì 23 a domenica 25 il programma prevede una serie di proiezioni e presentazioni che si concludono con il convegno Gli storici falsificano il passato, gli ideologi il futuro con le relazioni di Marco Giuman, Ciro Parodo, Alfonso Stiglitz, Marco Cadinu, Andrea Corsale e il coordinamento di Matteo Tatti.

Insieme agli appuntamenti “sul palco” è ricca di contenuti la sezione Faber a scuola che coinvolge in diverse iniziative, all’interno del progetto Alternanza Scuola-Lavoro, il Liceo Liceo Artistico Manzù di Bergamo , l’Istituto Alberghiero A. Gramsci, l’Istituto comprensivo La Marmora di Monserrato e il Liceo delle Scienze Umane Eleonora D’Arborea di Cagliari.

Come sempre gli appuntamenti di Buon Compleanno Faber vogliono essere occasioni di scambio e condivisione, incontri non virtuali tra persone che si ritrovano per stare insieme e confrontarsi. Per questo spesso sarà data la possibilità di bere un buon bicchiere di vino e gustare un piatto. Immancabile, in cucina, c’è Maddalena: sto deserto finirà!

Il programma completo e dettagliato di Buon compleanno Faber 2018 lo trovate di seguito

Tutte le news e altri approfondimenti sono disponibili sulla pagina facebook www.facebook.com/bcfaber2014

tutto il programma

Sabato 9 Mille mutetus in tour, la vignetta e il Libro dell’anno da votare in pochi clic

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Cari amici,

prosegue il tour di presentazioni dei mutetus più cantati della tradizione cagliaritana! Sabato 9 dicembre alle 18,00, nella nuovo spazio di Villanova Coworking  in via San Saturnino 7 a Cagliari, MILLE MUTETUS CAGLIARITANI da leggere e cantare, una festa per brindare al ritorno in libreria dei più cantati mutetus della tradizione cagliaritana. Di seguito i dettagli.

C’è tempo fino a domenica (ma non perdete tempo, bastano pochi clic!) per votare il Libro dell’anno di Fahrenheit. Qui trovate tutti i titoli in gara ma il nostro consiglio è di votare un libro bellissimo, un autore formidabile, un grande amico! Bruno Tognolini è in lizza per il prestigioso titolo con il IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI (Salani). Per votare inviate una mail a fahre@rai.it dando l’indicazione de IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI di Bruno Tognolini come libro dell’anno.
VOTATE, VOTATE, VOTATE… e, forza Bruno!  


SABATO 9 DICEMBRE ore 18 

Villanova Coworking – Palazzo Atzeri

via San Saturnino 7 – Cagliari 

Sarà una festa per leggere e cantare i mutetus cagliaritani raccolti da Raffa Garzia ripubblicati da Arkadia Editore in una nuova edizione curata da Paolo Zedda e Gianni Stocchino – Mille mutetus cagliaritani raccolti da Raffa Garzia – quella che si terrà sabato 9 dicembre alle 18.00 negli spazi di Villanova Coworking,Palazzo Atzerivia san Saturnino 7 a Cagliari. L’energia e la musica della caratteristica espressione poetica cagliaritana per salutare la restituzione a cento anni dalla prima pubblicazione di uno straordinario patrimonio letterario e documentale e l’avvio delle attività di un nuovo spazio culturale della città di Cagliari. Insieme ai curatori interverrà Giuseppe Pusceddu.

I versi di Mille mutetus cagliaritani sono suddivisi per tematiche (Vari, Amorosi, Satirici ed Osceni) e articolati in numerose sottosezioni, ritrascritti nel rispetto delle regole ortografiche attualmente più diffuse per la variante campidanese della lingua sarda e ritradotti a fronte con l’intento di attualizzarli e renderli immediatamente fruibili. Versi che appaiono ancora oggi freschissimi e rendono merito a una forma di poesia genuinamente popolare, capace di far rivivere suoni e atmosfere di una città che in gran parte non c’è più.

 

Per rinfrancar lo spirito… tra un libro e l’altro

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sabato 2 dicembre: 1000 mutetus cagliaritani da leggere e cantare (e regalare a Natale!)

Cari amici,

tornano in libreria i mutetus più cantati della tradizione cagliaritana e noi li presentiamo!

Sabato 2 dicembre alle 18,30, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta 2 a Cagliari, MILLE MUTETUS CAGLIARITANI raccolti da Raffa Garzia (Arkadia editore) a cura di Paolo Zedda e Gianni Stocchino. Insieme agli autori potremo ascoltare i mutetus cantati da Paola Dentoni con l’accompagnamento delle launeddas di Tonino Leoni. A presentare la serata e coordinare gli interventi sarà Paolo Maccioni.

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uno straordinario patrimonio letterario e documentale che torna a vivere a 100 anni dalla prima uscita

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i mutetus che Raffa Garzia raccolse tra i viottoli di Biddanoa, Su Brugu, Castedd’e Susu e Stampaxi in un’edizione completamente rinnovata nella trascrizione, nell’ortografia e nella traduzione

suddivisi per tematiche (Vari, Amorosi, Satirici e Osceni) sono versi che appaiono ancora oggi freschissimi e rendono autorevole merito alla forma più colorita e visionaria della produzione poetica campidanese

una forma di poesia genuinamente popolare, da cantare, capace di far rivivere suoni e atmosfere di una città che in gran parte non c’è più e di rinnovare un certo senso di cagliaritanità che casteddaius e strangius saranno in grado di cogliere nella sua essenza

vi aspettiamo!!

venerdì 6/10 a Cagliari c’è Patrick Spottiswoode, Direttore del Shakespeare’s Globe Theatre di Londra

Cari amici,

la lunga avventura di Street books 2017 si chiude venerdì 6 ottobre a Cagliari. Alle 17.30

nella Sala Convegni Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta, 2, SHAKESPEARE’S GLOBE: VERY OLD AND RADICALLY NEW, una conferenza di Patrick Spottiswoode, Direttore del prestigioso Shakespeare’s Globe Theatre. Introduce Laura Tosi dell’Università Ca’ Foscari. La conferenza è in inglese, l’ingresso è gratuito e l’organizzazione generale è dell’Associazione Italia Inghilterra. Di seguito altre info e dettagli.

Vi aspettiamo!

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​con l’organizzazione generale di 

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  ​presentano:

 Venerdì 6 ottobre 2017, ore 17.30

Sala Convegni Fondazione di Sardegna

Via San Salvatore da Horta, 2 – Cagliari

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Shakespeare’s Globe: Very Old and Radically New

per celebrare 400+1 anniversari della morte

di William Shakespeare

 

una conferenza di

Patrick Spottiswoode

Director, Globe Education, Shakespeare’s Globe

 introduce

Laura Tosi

Università Ca’ Foscari, Venezia

 

 Ingresso gratuito, conferenza in lingua inglese

Info: italiainghilterra@tiscali.it – tel. 328 7299397

 

un appuntamento organizzato in collaborazione con

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L’attuale Shakespeare’s Globe Theatre è stato costruito a poche centinaia di metri dal sito originale, rispettando fedelmente materiali, forma e tecniche costruttive (ed anche la normativa in materia di sicurezza antincendio) ed inaugurato nel 1993. Offre un ricco cartellone quasi esclusivamente dedicato alle opere shakespeariane, inoltre propone numerosissime iniziative a carattere didattico ed educativo. Nel corso della conferenza Prof. Spottiswoode, con l’aiuto di filmati e diapositive, illustrerà la filosofia del Globe e i meccanismi che permettono a questo teatro di essere sempre pieno e non dover dipendere dai contributi pubblici.

 

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Patrick Spottiswoode collabora con il Globe Theatre sin dalla sua progettazione ed oggi coordina uno staff di ventotto persone a tempo pieno e circa un centinaio di collaboratori freelance. E’ Visiting Professor per numerose università americane, ha ricevuto il PhD Honoris Causa dalle università di Worwick e Sassex, e in collaborazione con il King’s College di Londra coordina una MA in Shakespeare Studies.

 

venerdì 16/6 La Giornata Mondiale del Rifugiato apre STREET BOOKS – scrittori, lettori e libri a Dolianova

 

LOGO STREETBOOKS esteso bianco

Il Progetto SPRAR “Accoglienza Metropolitana” (ex Emilio Lussu) della Città Metropolitana di Cagliari gestito dallʼAssociazione Cooperazione e Confronto Onlus (Comunità La Collina) organizza l’undicesima edizione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si terrà a Serdiana venerdì 16 giugno dalle ore 18.30 presso la Comunità La Collina.

STREET BOOKS – scrittori, lettori e libri a Dolianova il festival letterario parteollese promosso da Miele Amaro e giunto alla seconda edizione è partner nell’organizzazione dell’evento e aprirà il suo ricco e fitto cartellone proprio con questa celebrazione.

 

Spraar Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati

Comunità La Collina

Città Metropolitana di Cagliari

STREET BOOKS – scrittori lettori e libri a Dolianova

 presentano

VENERDI 16 GIUGNO 2017

presso la Comunità “La Collina” a Serdiana

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

 PROGRAMMA:

Ore 18:30

Introduce:

Ettore Cannavera

Responsabile Associazione

Cooperazione e Confronto

Ente Gestore Progetto SPRAR

“Accoglienza Metropolitana”

Antonio Lobina

Consigliere delegato Politiche Sociali

Città Metropolitana di Cagliari

Ente Titolare del Progetto SPRAR

“Accoglienza Metropolitana”

 Ore 19:00

Saluti

Filippo Spanu

Assessore degli Affari Generali

Regione Sardegna

Massimo Zedda

Sindaco della Città Metropolitana di Cagliari

Marcello Oggianu

Dirigente Area Immigrazione

Prefettura di Cagliari

Pierluigi DʼAngelo

Questore di Cagliari

Emiliano Deiana

Presidente Anci Sardegna

Ore 19:30

Ottavio Olita dialoga con:

Giovanni Maria Bellu

Giornalista e scrittore de

ʻʼI Fantasmi di Porto Paloʼʼ

Davide Enia,

Drammaturgo, attore teatrale e scrittore di

ʻʼAppunti per un naufragioʼʼ

Sono stati invitati a partecipare i Progetti

SPRAR, presenti in provincia di Cagliari.

A seguire buffet


appunti

Appunti per un naufragio

Un padre e un figlio guardano la storia svolgersi davanti a loro, nel mare di Lampedusa. «Appunti per un naufragio è un romanzo. Racconta ciò che sta accadendo nel Mediterraneo – le traversate, i soccorsi, gli approdi, le morti – parla del rapporto tra me e mio padre e affronta la malattia di mio zio, suo fratello».

Lampedusa, da lepas, lo scoglio eroso dalla furia degli elementi, che resiste nella vastità del mare aperto. Oppure Lampedusa da lampas, la fiaccola che risplende nel buio, che sconfigge l’oscurità. Su questa isola protesa a sud, tra Africa e Europa, Davide Enia guarda in faccia chi arriva e chi attende, e narra la storia di un naufragio individuale e collettivo.

Da un lato una moltitudine in movimento, che attraversa intere nazioni e poi il Mar Mediterraneo, in condizioni al di là di ogni immaginazione. Dall’altro, a cercare di accoglierla, un pugno di uomini e donne sul confine di un’epoca e di un continente. Nel mezzo si è posto l’autore stesso, per raccontare la scoperta di ciò che accade davvero in mare e in terra, e il fallimento delle parole che si inabissano nel tentativo di comprendere i paradossi del presente.

A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi, Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola. E mette a nudo le conseguenze emotive di questa realtà toccante e sconcertante, soprattutto nel rapporto con il padre, medico da poco in pensione, che accetta di recarsi con lui a Lampedusa. Ritrovarsi assieme a testimoniare il dolore pubblico di quelli che approdano e di coloro che li salvano dalla morte, accanto a quello privato della malattia dello zio, li spinge a reinventare un rapporto, a forgiare un nuovo e inedito dialogo che si sostituisce ai silenzi del passato.

«Ho frequentato Lampedusa per anni. Ho visto sbarcarvi qualche migliaio di persone, ho incontrato il personale medico e gli uomini della Guardia Costiera, ho mangiato a casa dei residenti, sono uscito in barca con i pescatori, ho ascoltato ragazzi sopravvissuti alla traversata e ho dialogato con i testimoni diretti». In Appunti per un naufragio emerge la vera storia di persone accomunate dall’esperienza della fragilità della vita, che come una rivelazione spinge ognuno verso un nuovo approdo, verso l’ascolto e la scoperta dell’altro.

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Davide Enia (Palermo, 1974) è un drammaturgo, attore e romanziere.

Nel 2002 scrive dirige e interpreta «Italia-Brasile 3 a 2» (premio Ubu speciale 2003). Nel 2003 vince il Premio Tondelli al Premio Riccione con «Scanna» che debutta con la sua regia, alla Biennale di Venezia nel 2004. Nel 2004 scrive, dirige e interpreta «maggio ‘43» (primo premio come miglior spettacolo al “Moldavian International Teatrul Unui Actor”). Nel 2005 vince come novità drammaturgica il Premio Hystrio e il Premio E.T.I.. Per RaiRadio2 scrive e interpreta «Rembò». Nel 2006 vince il premio Vittorio Mezzogiorno e il Premio Gassman come miglior talento emergente italiano. Nel 2007 scrive, dirige e interpreta «I capitoli dell’infanzia». I testi sono pubblicati da Sellerio e Fandango.

Nel 2009 vince con «Il cuoco» il Premio Speciale dell Giuria al Premio Riccione.

Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, «Così in Terra» (Baldini e Castoldi Dalai), tradotto in diciotto lingue e pubblicato in tutto il mondo.

Nel 2013 è Writer in Residency (Nederlands Letterfonds \ Dutch Foundation for Literature) ad Amsterdam. Nel 2014 pubblica il racconto lungo «Uomini e pecore» (EDT). Nel 2015 è Writer in Residency (Passaporta) a Bruxelles.

Nel 2016 con l’edizione francese di «Così in terra», «Sur cette terre comme au ciel» (Albin Michel) vince il Prix du Premier Roman Etranger e il Prix Brignoles come miglior romanzo straniero dell’anno. Nel 2017 dirige ad aprile «L’oca del Cairo», opera incompleta di Mozart, al Teatro Massimo di Palermo. A Maggio pubblica il suo secondo romanzo, «Appunti per un naufragio» (Sellerio).


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I fantasmi di Portopalo. Natale 1996. Storia del naufragio con trecento vittime che nessuno volle raccontare 

Giovanni Maria Bellu – Mondadori

La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia avvenne quello che, all’epoca, fu il più grande naufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel tentativo di raggiungere l’Italia, circa trecento giovani uomini di origine pakistana, indiana e tamil morirono in una «carretta del mare». Il fatto passò quasi completamente sotto silenzio benché un centinaio di superstiti – abbandonati dai trafficanti su una spiaggia del Peloponneso e arrestati dalla polizia greca – l’avessero raccontato nei dettagli. Secondo le autorità italiane, le loro testimonianze non erano attendibili. Se veramente un naufragio di quelle dimensioni fosse avvenuto, sarebbero stati trovati a decine i corpi delle vittime, invece non ne era stato trovato nemmeno uno. Come era possibile? Questo libro racconta, in prima persona, come cinque anni dopo Giovanni Maria Bellu incontrò un pescatore di Portopalo di Capo Passero, Salvo Lupo, che gli rivelò la verità: i cadaveri erano stati trovati, a decine. Ma i pescatori avevano deciso di lasciarli dov’erano. L’avvio di qualsiasi indagine avrebbe significato la chiusura dello spazio di pesca per un tempo indeterminato. Un danno economico enorme. Anche l’Italia ne avrebbe subito uno se si fosse arrestato il percorso del suo ingresso nel sistema di Schengen. A causa dei suoi «confini colabrodo», come li aveva definiti la stampa inglese, era guardata con sospetto. Gli altri Paesi dell’Unione europea temevano che, cadute le frontiere, i «clandestini» avrebbero usato lo Stivale come ponte per sciamare ovunque per l’Europa. Quel gigantesco naufragio, se fosse finito sulle prime pagine dei giornali, sarebbe stato una sanguinosa conferma del sospetto. Così le autorità italiane preferirono girare le spalle. “I fantasmi di Portopalo” racconta l’inchiesta giornalistica che nel 2001 ricostruì la verità del fatto, fino a individuare e filmare con un robot sottomarino il relitto della «carretta del mare». E svela che le paure di vent’anni fa sono le stesse di oggi. Nel frattempo sono morte annegate nel Mediterraneo tra le ventimila e le trentamila persone. I fantasmi di Portopalo sono diventati i fantasmi dell’Europa.

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Mai come in questo momento è necessario ribadire con forza che accogliere un rifugiato è un dovere morale e accoglierlo dignitosamente è un obbligo per un paese che voglia definirsi civile e democratico.

I continui attacchi alle Organizzazione non governative che nel Mediterraneo salvano la vite dei profughi, richiamano alla nostra attenzione la tragica sequela di naufragi che si sono succeduti negli anni.

Il giornalista Ottavio Olita ne parlerà con Giovanni Maria Bellu, primo giornalista ad affrontare il tema già nel 2001 con il libro inchiesta“I fantasmi di Porto Palo”e con Davide Enia, drammaturgo e scrittore, che nel libro “Appunti per un naufragio”ha raccolto le voci dei sopravvissuti, dei volontari e degli uomini della Guardia Costiera impegnati nelle operazioni di salvataggio.

Nel corso della serata sarà inoltre possibile firmare per la proposta di legge che vuole superare la Bossi Fini promossa da Ero Straniero

 

Giovanni Maria Bellu è nato e cresciuto a Cagliari, da genitori originari della Barbagia e della Gallura. Dopo aver lavorato per anni a Tuttoquotidiano e a La Nuova Sardegna, nel 1988 viene assunto dal quotidiano la Repubblica. Per il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari è capo servizio del settore politica interna e, dal 1995, inviato speciale. In questa veste ha seguito importanti vicende nazionali e internazionali: da Gladio a Ustica, passando per la morte di Ilaria Alpi.

Nel 2001 ha individuato nei fondali marini al largo di Portopalo di Capo Passero il relitto del naufragio della F174, avvenuto nel dicembre del 1996 con circa 300 migranti a bordo. Dal suo libro pubblicato tre anni dopo nel 2017 va in onda su Rai 1 una miniserie di Giuseppe Fiorello dal titolo I fantasmi di Portopalo in cui il giornalista viene interpretato da Giuseppe Battiston.

Dall’agosto 2008 ha seguito Concita De Gregorio al quotidiano l’Unità, di cui è stato condirettore.

Il 24 settembre 2010 ha vinto a Roma la I edizione del premio di giornalismo L’isola che c’è, riconoscimento assegnato a 10 giornalisti sardi, della carta stampa o della RAI – Radiotelevisione italiana, che lavorano a Roma.

Dal 1º luglio 2011 diventa il direttore del nuovo quotidiano cagliaritano Sardegna 24 Dal 16-22 novembre dello stesso anno, di fronte alle difficoltà finanziarie, ne diventa editore di maggioranza, e il 29 gennaio 2012 il quotidiano fallisce dopo solo sei mesi d’attività, con circa 25 collaboratori senza stipendio e strascichi giudiziari. Bellu ha accusato i precedenti editori di “debiti nascosti” e ha dichiarato che “tornato in Sardegna dopo ventidue anni, non ho alcuna intenzione di andarmene.”

Il primo ottobre del 2012 fonda il quotidiano on line Sardinia Post che all’inizio del 2014 supera i 50mila fan su Facebook e il milione di pagine viste al mese. Nel 2013 è eletto presidente nazionale dell’Associazione Carta di Roma che ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione del codice deontologico per gli organi di informazione in materia di migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

Nel marzo del 2014 ha assunto la direzione del settimanale Left. Si occupa di tematiche sociali per il sito Tiscali News.



 

Giovedì 18/5 Schillelè, arriva Street Books e la vignetta

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Cari amici,

GIOVEDÌ 18 MAGGIO alle 18,OO al Caffè Savoia di piazzetta Savoia a Cagliari, presentazione di SCHILLELLE’  – le avventure di un ragazzo di periferia il nuovo libro di Gianluca Medas.

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Dal 16 giugno al 23 luglio a Dolianova torna STREET BOOKS – scrittori, lettori e libri a Dolianova! Un programma da leccarsi le dita (per girare pagina dopo pagina). A breve le anticipazioni!

A chiudere questa newsletter la consueta rubrica Per rinfrancar lo spirito… tra un libro e l’altro con una nuova vignetta dal New Yorker

Buone letture

 

 

MIELEAMARO IL CIRCOLO DEI LETTORI

in collaborazione con

LOGOCUEC

presenta

Giovedì 18 maggio alle 18

Caffè Savoia – Piazza Savoia – Cagliari

Sul terreno abbandonato degli Ambu si potevano trovare tesori bizzarri, di ogni tipo, dai giornaletti porno ai telai dei motorini, dalle borsette rubate alle siringhe ancora insanguinate. Lì, tra i canneti, tutti i ragazzini avevano fumato le loro prime sigarette…

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SCHILLELÉ  – le avventure di un ragazzo di periferia (CUEC)

di e con Gianluca Medas

interviene Gianni Stocchino

letture di Mattia Murgia

SCHILLELÉ – La Cagliari degli anni sessanta e sattanta raccontata con gli occhi di un bambino. Una città ancora pura, ingenua e nel pieno della sua ricostruzione dove il nostro Schillelè cerca di scoprire il mondo misterioso degli adulti. Con la modernità e il boom economico cambia tutto. Arrivano la droga, l’aids, le retate della polizia e la città perde la sua spontaneità. Il libro di Medas è un affascinante affresco di un mondo in transizione, un viaggio in una città contaminata dal contatto con la modernità. Schillelè si fa adulto ma non perde la sua naturalezza, continuando a sorprendersi di fronte agli eventi e alle persone che popolano la sua città.

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Gianluca Medas (1962) scrittore, attore e regista cagliaritano, ha fatto della narrazione il suo percorso artistico principale. Per la tv ha ideato e Il Tg dei Ragazzi, Contos, Sentidu. Tra i suoi libri ricordiamo La Sardegna dei sortilegi (Newton e Compton), Le avventure di Flamingo (Condaghes) e Le frazioni del Moro (Condaghes). Sono tantissime le sue opere scritte dirette e interpretate per il teatro.

 

Per rinfrancar lo spirito… tra un libro e l’altro

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